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Rocket in my Pocket


Varcando l’uscio dei Sun Studios di Sam Phillips nel maggio del 1954 per incidere il suo primo singolo, “That’s All Right”, Elvis Presley lasciò la prima impronta dell’esplosione mondiale del rock, dando il via alla più grande e fortunata carriera che l’industria discografica abbia mai conosciuto.
Tuttavia, quella del rockabilly è soprattutto una storia di singoli personaggi minori, prima che di star.
Gran parte delle performance più memorabili furono effettuate da artisti sconosciuti la cui carriera si esaurì ancor prima che si asciugasse l’inchiostro sui loro contratti discografici. “A Rocket In My Pocket” – titolo preso in prestito da una famosa canzone dell’epoca e paradigma del rockabilly più crudo e genuino – fa sì che ora quegli sconosciuti eroi prendano legittimamente posto accanto alle leggende, da Jerry Lee Lewis a Wanda Jackson e Buddy Holly, fino ai revivalisti Stray Cats e Cramps.
Questa sorprendente “Storia vera del Rockabilly”, tanto ricca quanto leggera, celebra le origini della musica dei teenager, quella primordiale miscela di country, blues e hillbilly che sgorgò nel Sud degli Stati Uniti per andare alla conquista del mondo. Ritmi sfrenati e voci scatenate esplodevano in canzoni che erano un inno allo stile di vita della nuova gioventù ribelle: macchine e ragazze, ballo e liquori, abiti sgargianti e acconciature ancora più vistose. Sempre alla ricerca di qualcosa che non si poteva raggiungere, non si poteva fermare e non si poteva spiegare ai propri genitori. Come un fulmine chiuso in una bottiglia, una tigre presa per la coda, un razzo infilato in tasca…

 E poi non dite che non vi consiglio dei libri da leggere ...ragazzi studiate che la cultura è importante ;-)
 

Drags Vintage

 
 
 
 
 
 
 
 

Desert Express - DR Big

 
 
In questi giorni si sta svolgendo la Dakar , evoluzione di quella mitica gara che era la Parigi Dakar e parlando di ricordi la moto che ha segnato i miei è stata la DR Big .
Tanti pensano che il "Becco" sia un invenzione della BMW con la sua GS,invece fù la Suzuki con la sua DR 750 che mostrò il suo innovativo "becco",nel 1988, ben sei anni prima dall'uscita della R1100 GS....ma il mercato non accolse con entusiasmo questa moto, forse era troppo avanti per i suoi tempi un pò come è successo a tanti altri modelli , ma questa è un'altra storia .

These days you are doing the Dakar evolution of a mythical race that was the Paris Dakar and talking about memories the bike that has marked my was the DR Big. Many people think that the "Beak" is an invention of the BMW with its GS instead fù Suzuki with its DR 750 that showed his innovative "beak", in 1988, six years before the exit of the R1100 GS .. .. but the market is enthusiastically welcomed this bike, maybe it was too advanced for its time a bit as has happened to many other models, but that's another story. 
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Registro Storico Triumph



Centodieci anni sono un bel traguardo per qualsiasi casa motociclistica, ma anche venti possono essere molto importanti. Il 2012 è stato un anno importante per Triumph Motorcycles: creato nel 1902, il glorioso marchio britannico ha celebrato i suoi primi 110 anni di vita. Dopo il fallimento e la rinascita del 1990 grazie alla passione del miliardario inglese John Bloor, le moto inglesi costruite a Hinckley furono commercializzate in Italia dal 1992, cioè giusto vent’anni fa. Per celebrare questa ricorrenza e attribuire il giusto valore storico alle “nostre” Triumph nasce il Registro Storico Triumph, riconosciuto ufficialmente da Triumph Motorcycles Italia.
I fautori di questa iniziativa gli amici Sandro Zornio di Fedrotriple.it  e Paolo Sormani  giornalista per Riders



Quali obiettivi si pone il Registro Storico Triumph?
Il Registro Storico di Marca Triumph si pone come primo obiettivo quello di censire e catalogare le motociclette prodotte ad Hinckley e commercializzate dalla Triumph Motorcycles nel territorio italiano a partire dal 1992. Ne consegue il secondo obiettivo: creare un archivio documentale al fine di valorizzarle dal punto di vista storico e culturale, favorendo il contatto tra i "soci" e aiutandoli nella ricerca della documentazione necessaria all'eventuale iscrizione della moto al Registro Storico della Federazione Motociclistica Italiana (FMI) e/o alla richiesta del certificato di identità dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI).
Perché iscrivere la tua motocicletta?
Possedere una Triumph dei primi anni Novanta significa avere in garage un pezzo della plurisecolare storia del marchio inglese. Sebbene il marchio fosse apparso originariamente nel 1902, la nuova Triumph rifondata da John Bloor nella fabbrica di Hinckley è un'azienda giovane, che ha iniziato a costruire in serie le sue motociclette nel 1990. Tra il 1992 (anno delle prime immatricolazioni in Italia) ed il 1998 sono state importate in Italia circa 2.500 moto dalla Numero Tre di Carlo Talamo. Di queste, molte sono state rottamate. Ecco perché la tua merita di essere censita!



Iscrivere la tua motocicletta al Registro Storico Triumph significa valorizzare il tuo esemplare. Avrai a disposizione un'intera pagina di questo sito dove saranno pubblicati i dati della tua Triumph, le foto e, se lo vorrai, il tuo indirizzo e-mail in modo da essere facilmente contattato.
Il valore della tua motocicletta negli anni futuri potrebbe salire e l'iscrizione al Registro Storico Triumph, proporzionalmente alla classificazione della motocicletta, costituirà un valore aggiunto.

Quali motociclette si possono iscrivere ad oggi? 
Ad oggi (2013) sono iscrivibili al Registro Storico Triumph tutte le motociclette con almeno 15 anni d'età e quindi prodotte dal 1990 al 1998 (compresi) e, anche se più recenti, i seguenti modelli dotati del trecilindri 865cc a carburatori: Thunderbird, Thunderbird Sport, Legend TT ed Adventurer. I modelli successivi saranno aggiunti nel corso dei prossimi anni. E' possibile iscrivere al registro tutte le motociclette Triumph anche se modificate e non più in condizioni originali. Tutte le richieste saranno vagliate dalla Commissione Tecnica che valuterà ad suo insindacabile giudizio la categoria di appartenenza della tua Triumph (vedi dettagli alla pagina Iscrivi la tua Triumph). Su richiesta è possibile iscrivere anche le Triumph pre-Hinckley prodotte nello storico stabilimento di Meriden.


Chiaramente visto che sono possessore di un Trident 750 del 1996 sarò anche io iscritto con la mia moto


Autodromo Monoposto


So che alcuni di voi oltre a essere appassionati di moto e motori hanno interesse anche per gli orologi , come espressione di una meccanica precisa e di qualità.


La Autodromo propone una serie limitata del suo Monoposto orologio dal  movimento meccanico automatico, ed è disponibile in versioni di quadrante nero o argento. 
L'edizione completa è di 500 pezzi, e ciascuno viene numerato individualmente, e con una scatola numerata collezionisti. Come suggerisce il nome, l'Autodromo Monoposto è un omaggio alla vettura metà da Gran Premio degli anni 50  e il quadrante si ispira ai tachimetri trovati sulle  monoposto di quegli anni . Un particolare caratteristica dell'orologio è la linea rossa sulla parte interna del cristallo orologio, come un riferimento che si usava al tempo sui campi di gara  applicando del nastro colorato o un sottile striscia di vernice che indicava al pilota il numero massimo di giri a cui doveva cambiare marcia






Extemporae | Britts DReam


I ragazzi di Motocicli Ignoranti con la filosofia di volere recuperare vecchie moto enduro hanno completato anche la loro settima fatica , una scrambler su base Suzudki DR 650 ( moto che si trova sul mercato a non più di 1000 euro se non meno ) questa è molto più curata e rifinita rispetto alle loro prime special .
Le modifiche non sono state tante e neanche radicali ma mirate alle sovrastrutture per dare un'immagine più vintage    




Come dice il il motto scritto su questo porta numero in alluminio sarà il tempo a dirci se questi ragazzi hanno molte altre carte da giocare sul tavolo verde del mondo dei preparatori





Moto costruite nel bel paese




Hanno realizzato questo simpatico video che in pochi minuti racchiude il lavoro di giorni 



American Graffiti














New & Old








Sixty Eight

 

Bylot : Moto Neo Vintage


Il fascino vintage ha sempre più estimatori ed Enrico Farina non ne è immune come molti di noi , amante dell moto da regolarità anni 60 invece di modificare un enduro recente o restaurare un mezzo d'epoca ha avuto l'idea di costruirsene  una di sana pianta ma con dettami stilistici del tempo .
Attorno a un piccolo motore raffreddato ad aria da 200 cc di derivazione giapponese ha realizzato un moto da fuoristrada con 26 cavalli e 87 kili permette di svagarsi per campagne senza tanti pensieri .
Ha avuto cosi tanto successo allo scorso Eicma che ha pensato bene di metterla in produzione con un prezzo che varierà tra 5000 e 6000 a seconda dell personalizzazioni..
Nel bel video in basso spiega un po le radici culturali di questa idea e di come ha preso forma 
Io lo vedo bene con dell ruote meno tassellate come mezzo urbano , leggero economico e ma con tanto stile 


Dirty Girl (The Goondas)

Young Mods

 

Pin Up on bike

 

Pride & Glory

Classica Motori


Classica Motori propone un salone di auto e moto d'epoca tra i più completi a livello nazionale: un appuntamento che si terrà a Verona il 20 e il 21 Ottobre 2012 e coinvolgerà specialisti, rivenditori e spettatori con un programma ricco di eventi e contenuti. Due giorni in cui ogni appassionato potrà ammirare la ricca esposizione di vetture e motociclette dal passato glorioso e immergersi nel mercato dei ricambi per auto e moto d'epoca nuovi e usati, documentazioni tecniche e narrativa specializzata; conoscere restauratori, preparatori e artigiani, tra eventi live e centinaia di offerte di veicoli in vendita.


Il progetto, che vede impegnato un team di competenze esclusivo composto da Veronafiere, Pellegrini Classic Solution e Marcelloeventi, si focalizza non soltanto sugli oggetti ma mira a valorizzare il sentimento profondo condiviso dalle persone che vivono questa passione. In tale direzione va quindi la scelta di dedicare particolare cura al neonato settore delle YoungTimer, le vetture del passato più recente che, oltre ad accendere gli animi di nuovi e sempre più numerosi appassionati, sono veicoli eredi a pieno titolo di quell’esigenza di consapevolezza storica che il grande Luciano Nicolis sintetizzava ricordandoci che “noi non siamo i proprietari di tutto questo, ne siamo i custodi per il futuro”.


 Un’attenzione alla cultura che è nel DNA di Classica Motori e che vedrà accanto alle esposizioni un ampio spazio riservato a Cultura e Passione, un evento nell'evento, all'interno del quale saranno presenti i Registri Storici, i Musei, le Fondazioni e i Club che avranno così l'opportunità di presentare le proprie pubblicazioni e condividere la loro storia sportiva e commerciale.


 Contestualmente, anche il settore delle motociclette beneficerà del coinvolgimento dei club locali con l'organizzazione di aree e eventi dedicati: non ne mancheranno di pittoreschi come il Café Racer che molti motociclisti già conoscono, un vero punto di riferimento per una nutrita schiera di amanti delle due ruote.



 
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